Monsignor Galantino: al “Corriere della Sera”, “cittadini stanchi delle schermaglie politiche a Roma. La gente vuole vedere amministratori al lavoro”

“Penso che i cittadini siano un po’ stanchi delle schermaglie politiche che a Roma significano solo restare bloccati in una situazione di stallo rispetto ai problemi seri, alle risposte che si attendono. La gente vuole vedere i suoi amministratori impegnati, al lavoro”, così monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un’intervista pubblicata oggi sul “Corriere della Sera”. Relativamente all’incontro di questo pomeriggio con il sindaco di Roma Virginia Raggi nella sala Nervi del Vaticano, mons. Galantino spiega che “non è una cosa organizzata per farci incontrare, l’ iniziativa è prevista da prima delle elezioni, siamo stati invitati dall’ Azione cattolica ragazzi perché lei come sindaco ed io come vescovo ascoltiamo domande e riflessioni dei giovani, saranno un migliaio”. Il segretario generale della Cei chiarisce: “non le devo dire niente, la saluterò come gli altri! Io non devo dare patenti e non ho titoli né argomenti per dare un giudizio su Raggi e l’amministrazione”, aggiungendo che “rispetto alla situazione, sono d’accordo con ciò che diceva il cardinale Parolin”. Il Segretario di Stato vaticano aveva affermato che la situazione nella Capitale “non crea quell’ambiente di serenità che permette di lavorare a favore della gente. Mi auguro si risolva in modo che l’amministrazione si metta a lavorare e affrontare i problemi dei cittadini, che a Roma sono molti”. “Confermo parola per parola – dichiara mons. Galantino al ‘Corriere’ -. Tutti ci auguriamo che i romani e Roma abbiano quello che si attendono e si meritano, un’amministrazione che risponda ai bisogni immediati e soprattutto cominci a far sognare una città che ne ha tutte le possibilità”. Mons. Galantino sottolinea che “non è questione di collaborazione con le amministrazioni, ma di attenzione ai bisogni che emergono”. “I miei, del resto – aggiunge -, non sono mai interventi di giudizio, di approvazione o condanna. Non ho alcun titolo per dare patenti di governo. Piuttosto, ho grande rispetto di chi si fa carico dell’amministrazione di una città, dal livello più alto al più basso. Ho grande rispetto delle persone che si assumono questa responsabilità soprattutto in questi tempi, nei quali le domande sono tante mentre le risorse, ahimè, non sono sufficienti”. In tal senso, evidenzia il vescovo, “la Chiesa ha il polso della situazione” che “è tragica”. “La Chiesa italiana – spiega mons. Galantino -, per la sua presenza capillare, avverte le urgenze della gente”. Una realtà in cui “tanti poveri non si presentano ai nostri centri per vergogna o perché non ce la fanno. E grazie all’otto per mille, checché se ne dica, stiamo facendo interventi continui”. In questa situazione, conclude mons. Galantino, “le polemiche finiscono col creare una situazione di stand-by mentre i cittadini si aspettano che ci si metta al lavoro. Se poi gli amministratori saranno in grado di rispondere ai problemi, questo poi ciascuno lo valuterà”.

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