Parlamento Ue: “porre fine a espianto di organi di prigionieri di coscienza in Cina”. Tra le vittime praticanti del Falun Gong, cristiani e tibetani

Strasburgo: sit-in davanti al Parlamento europeo

(Strasburgo) Praticanti del Falun Gong, ma anche cristiani, uiguri, tibetani: sono tra i “prigionieri di coscienza” perseguitati e arrestati in Cina, sui quali si pratica l’espianto coatto di organi. La denuncia, nota da tempo (nel 1999 è iniziata in particolare la persecuzione del governo di Pechino contro i praticanti del Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, una disciplina fisica e filosofica che insegna benessere, pace e tolleranza), giunge ora al Parlamento europeo mediante una manifestazione davanti alla sede di Strasburgo e una dichiarazione scritta sottoposta alla firma degli eurodeputati. Vi si legge: “La Convenzione contro il traffico di organi umani è stata adottata dal Consiglio d’Europa il 9 luglio 2014 per perseguire penalmente i trapianti illegali di organi”. “Sono state ricevute segnalazioni ricorrenti e credibili sulla pratica sistematica e perseguita dallo Stato dell’espianto coatto di organi dei prigionieri di coscienza nella Repubblica popolare cinese, in primo luogo i praticanti della meditazione pacifica e degli esercizi del Falun Gong ma anche gli uiguri, i tibetani e i cristiani”.
La comunità internazionale “ha condannato con fermezza l’espianto coatto di organi in Cina e dovrebbero essere adottati provvedimenti per porvi fine”. “Data la gravità dell’abuso, sussiste una chiara necessità di effettuare senza indugio un’indagine indipendente” in Cina. Per questo Commissione e Consiglio Ue “sono invitati ad attuare la risoluzione del Parlamento europeo del 12 dicembre 2013 sull’espianto coatto di organi in Cina e a elaborare una relazione sulla questione”.

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