Diocesi: Taranto, venerdì in scena uno spettacolo teatrale in onore di San Francesco De Geronimo

Il grande predicatore, che operava guarigioni e viveva in povertà nel 1600 a Napoli, San Francesco De Geronimo, santo gesuita, è conosciuto e venerato in tutta Europa. Pochi sanno però che i sei anni della formazione, li visse a Taranto, nella città dei due mari, nel seminario di Città vecchia che oggi è divenuto Museo diocesano di arte sacra (Mudi). Nel terzo centenario dalla sua morte (Grottaglie ,17 dicembre 1642 – Napoli, 11 maggio 1716) il santo, che è anche compatrono della diocesi ionica, viene omaggiato dalla compagnia Teatro della Fede, con lo spettacolo teatrale “Lu Cuntu- il restauratore sociale”. Un evento sposato anche dall’arcivescovo Filippo Santoro per far conoscere il rapporto tra il santo e la città. Venerdì sera alle 20, nel chiostro del Mudi, dove, san Francesco era solito pregare o giocare con gli altri seminaristi, ci sarà anche il rettore gesuita della chiesa monumentale Gesù Nuovo di Napoli, padre Vincenzo Sibilio. “Lu Cuntu a Grottaglie significa il racconto per antonomasia – spiega il regista Alfredo Traversa – e questa è la storia di un uomo che ha lasciato episodi, parole che hanno in sé qualcosa di straordinario, che ha usato l’arte teatrale per evangelizzare Napoli. A lui si attribuisce anche la riedizione di un antico canto mariano intitolato ‘Dio vi salvi Regina’, notificato poi come inno nazionale della Corsica nel 1735, quando l’isola si dichiarò Stato indipendente. Sarà ricordato anche come ‘colui che convertiva le prostitute’. Di notte le toglieva dalla strada. Un atteggiamento che provocò non poche dicerie sul suo conto e lo portò a essere mal visto dai sui stessi confratelli”. Protagoniste, insieme a Traversa, le attrici Tiziana Risolo ed Antonella Fanigliulo.

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