Diocesi: mons. Crociata (Latina), “Santa Maria Goretti segno di una umanità compiuta, educata e matura”

“L’accostamento tra la nostra piccola Marietta e la serie delle innumerevoli vittime femminili della violenza maschile viene spontaneo”. Lo ha detto stasera monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, nell’omelia della Messa 30 per la festa di Santa Maria Goretti, patrona di Latina e dell’Agro pontino. “Non c’è dubbio che colpisce il crescendo del numero di casi di cosiddetto femminicidio che le cronache ci riferiscono”, ha osservato il presule, per il quale “risulta davvero strano, dopo decenni di conquiste – o presunte tali – di diritti da parte delle donne e dopo il raggiungimento di una sempre più completa eguaglianza con gli uomini, che la riduzione della donna ad oggetto non solo continui come prima, ma addirittura arrivi a esprimersi in forme estreme per riaffermare, più o meno consapevolmente, una sottomissione che si voleva superata definitivamente, una cosificazione a parole respinta da tutti e in ultimo, in alcuni casi, la sua cancellazione con la morte quando essa tenti di sottrarsi definitivamente alla logica del possesso e dell’abbrutimento”. Tra i fattori che concorrono a produrre certi effetti, monsignor Crociata ha citato “l’educazione inadeguata, soprattutto dei bambini, ma non solo di essi. Inadeguata perché manca la percezione della distanza tra il desiderio e il suo appagamento”, con la conseguenza che “manca la capacità di aspettare, di valutare, di decidere; il nostro cieco istinto decide al posto di noi, della nostra volontà e della nostra coscienza”.
Secondo il vescovo, “c’è un altro motivo – di tipo culturale – che si combina con questo. La cultura radicale libertaria, che non si accontenta di esaltare la libertà – cosa sacrosanta – ma afferma una libertà senza condizioni e senza limiti di nessun genere, promuove una sorta di culto di sé e della possibilità di fare anche di se stessi ciò che si vuole; solo che il sé per lo più si riduce all’istinto, al suo potenziamento e alla sua espressione senza limitazioni di sorta”.
Santa Maria Goretti, ha sottolineato il presule, “è un segno di una umanità compiuta, educata e matura. Ad essa l’ha condotta una educazione umana e cristiana che le ha insegnato a distinguere tra bene e male, a conoscere la distanza e la differenza tra il desiderio e la sua realizzazione; soprattutto le ha insegnato la differenza tra piccoli e grandi desideri, e cioè che la persona umana è un essere desiderante che porta dentro di sé una sete di infinito, un desiderio infinito di vita a cui tutti i desideri vanno rapportati e che la fede indica come apertura illimitata a Dio quale vero appagamento del bisogno profondo che abita ciascuno di noi”. In questa maniera, ha concluso monsignor Crociata, “si impara anche che ognuno di noi è fatto per Dio e che Dio è per ognuno di noi; e che c’è una grandezza nascosta in ciascuna persona che non può essere nemmeno lontanamente ridotta a meno di una persona, cioè a un oggetto di desiderio tra altri”.

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