Diocesi: Caritas Bolzano, più di 30mila famiglie a rischio povertà. Sette nuove case per accoglienza profughi

La crisi dei rifugiati, lo stato di bisogno materiale e psichico in Alto Adige, ma anche la generosità nel prestare aiuto da parte di volontari e donatori: tutto ciò ha caratterizzato l’anno 2015 di Caritas in Alto Adige è consultabile nella relazione annuale “L’altro Alto Adige”, da oggi consultabile online sul sito www.caritas.bz.it. Una delle maggiori sfide affrontate da Caritas nell’anno passato “è stata senza dubbio la crisi che riguarda i profughi, alla quale Caritas ha risposto aprendo ulteriori sette nuove case di accoglienza (in aggiunta alle tre già esistenti) e aumentando l’offerta di consulenze e altre forme di assistenza”, spiegano i due direttori, Paolo Valente e Franz Kripp.  Gli altri 30 servizi della Caritas, svela il Rapporto, hanno continuato a svolgere le loro attività soprattutto nelle mense, nelle strutture per persone senza alloggio e nei servizi per uomini e donne con problemi di dipendenze. “La crisi economica non morde più come prima e il mercato del lavoro faticosamente si sta riprendendo, tuttavia questo non vale allo stesso modo per tutte le fasce della popolazione” spiegano i due direttori. “In Alto Adige, da circa 12 anni, più di 30mila famiglie sono a rischio povertà” ma “le statistiche, da sole”, non sono in grado di coglierne e farne comprendere tutte le dimensioni. “L’incertezza finanziaria provoca infatti anche disagi emotivi e problemi psichici: stress e tensione, così come paura nel futuro e angoscia esistenziale”. Dalla relazione annuale della Caritas emerge però anche qualcosa di positivo. Nel 2015, infatti, presso i diversi servizi si sono impegnati circa 5mila volontari. Più di 10mila altoatesini hanno sostenuto inoltre il lavoro della Caritas in Alto Adige e all’estero con generose donazioni.

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