Brexit: Farage (Ukip), “i padri fondatori ci hanno rifilato l’unione politica passando attraverso il mercato unico”

(Strasburgo) “I cittadini hanno votato per la libertà più che per l’economia”: così Nigel Farage, leader dell’indipendentista Ukip, interpreta il referendum per il Brexit. Ora attende anch’egli di sapere quale sarà il leader dei Tories che negozierà l’uscita dall’Unione europea. “Se i negoziati non andranno bene, se non si otterranno benefici per i nostri cittadini, allora l’Ukip nelle elezioni inglesi del 2020 potrebbe ottenere una valanga di voti”. Cosa ne pensa del possibile referendum scozzese per staccarsi da Londra e in questo modo poter restare nell’Ue? “Lo Scottish National Party vuole davvero rinunciare alla nostra indipendenza appena riconquistata? Perderebbe il referendum!”. Lei terrà il suo seggio a Strasburgo? “Sì, resterò qui fino alla fine del mio mandato, per poter continuare a far sentire la nostra voce” nelle sedi Ue. Del Parlamento europeo afferma di non sopportare “la pantomima, la teatralità” istituzionale. E una volta lasciato il Parlamento europeo cosa le mancherà? “Di certo non mi mancherà il lungo viaggio per arrivare qui. E poi non mi mancheranno le sessioni di voto. Provate a chiedere a un qualsiasi eurodeputato, dopo il voto, se sa ciò per cui ha votato. Avrete delle brutte sorprese”. Quale Europa sogna? “Quella del 1940, quando i Paesi poteva commerciare e fare scambi…”. Ma Farage deve essersi confuso; in quell’anno l’Europa era preda della seconda guerra mondiale. Cosa pensa dei “padri fondatori”? “Ci hanno rifilato l’unione politica passando attraverso la promessa del mercato unico”. Sosterrà le battaglie dei partiti anti-Ue come quello della Le Pen? “No, sosterrò i movimenti, i blogger, le iniziative nate dal basso. Gardate il Movimento 5 stelle in Italia, sta cambiando la politica”.

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