Bangladesh: mons. D’Ercole (Ascoli Piceno) su attacco a Dacca, non possiamo tacere

“Il mondo sembra non volersi accorgere del martirio dei cristiani”. A denunciarlo è monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, a proposito dell’attacco a Dacca, in cui “l’assurda violenza di estremisti islamici ha colpito anche in questi giorni”, come i media hanno raccontato. “Giusto denunciare questi episodi e reagire con fermezza, manifestando concreta vicinanza alle famiglie trucidate”, commenta il presule: “Si rimane sgomenti di fronte a questa catena di odio che colpisce indiscriminatamente persone innocenti e indifese, gente che lavora e pratica la tolleranza”. “Giusto sarebbe anche gridare con la stessa forza che ogni giorno migliaia e migliaia di cristiani vengono barbaramente uccisi, in particolare le donne e, specialmente le suore, che pagano il più alto contributo delle persecuzioni e delle guerre”, l’appello del vescovo, che fa notare come “la denuncia non è forte e reattiva in maniera corale”. “Perché non si reagisce con fermezza?”, si chiede il vescovo: “Forse che il sangue dei cristiani è meno importante di ogni altra persona emarginata e uccisa? Perché le istituzioni internazionali e i governi si fanno sentire così poco? Alzare la voce contro la violazione dei diritti umani è un dovere di tutti”. “I cristiani non hanno mai cercato il martirio come i kamikaze del jihad”, ricorda il vescovo “il perdono è il cuore del cristianesimo”, ed  “oggi, come ieri, è indispensabile la testimonianza di noi cristiani e il sangue dei martiri”, della loro “testimonianza di perdono e di pace” che “offre all’umanità il metodo e lo strumento per costruire una convivenza pacifica e solidale”.

 

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