Diocesi: Padova, l’antica abbazia di Carceri d’Este da un anno centro di spiritualità per gli scout

Un luogo di riflessione e preghiera dove gli scout possono ritrovare se stessi: è questa la proposta del centro di spiritualità attivo da giugno del 2015 nell’abbazia camaldolese di Carceri. Ne parla in un articolo “La Difesa del Popolo”, settimanale diocesano di Padova.
Il centro, intitolato a Giulia Spinello, capo-scout morta nel 2013 in un incidente stradale, ha ospitato nel suo primo anno di attività oltre quattromila ragazzi provenienti da Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. “I ragazzi che vengono qui, da soli o con il proprio gruppo scout – spiega don Riccardo  Comarella, responsabile del centro, sul settimanale diocesano – sono immersi in mille attività quotidiane, senza avere il tempo di riflettere sul senso e sulle motivazioni che li spingono all’impegno. Arrivano quindi carichi di domande su se stessi, sul senso della propria vita, sulle dinamiche profonde dell’esistenza, alla ricerca di ascolto, prima ancora che di risposte”. Oltre alla meditazione e alle veglie di preghiera, il centro propone anche delle semplici attività manuali di cura degli spazi, piccoli gesti che arricchiscono sia se stessi, sia la comunità. “Vivere gli ambienti dell’antico monastero – afferma don Andrea Ceolato, parroco di Carceri – è già di per sé un’evangelizzazione perché il luogo suggerisce la meditazione e la tensione verso l’Assoluto”.

Negli ultimi anni l’abbazia è tornata a essere un punto di riferimento per il territorio circostante, non solo dal punto di vista religioso, ma anche sotto il profilo turistico e culturale. Al suo interno sorge infatti il Museo della civiltà contadina e ogni anno si svolge una rassegna di musica barocca, tutte iniziative che testimoniano una forte vivacità, ma che allo stesso tempo potrebbero mettere in secondo piano l’identità del luogo, costruito per il silenzio e la contemplazione.

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