Migranti: piano per ampliare accoglienza, Forti (Caritas) “presupposti buoni, positivi gli incentivi ai Comuni”

“I presupposti sono buoni, anche per corresponsabilizzare gli altri Comuni con incentivi e creare occupazione”. Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, è sostanziamente favorevole al nuovo piano che sta definendo il Viminale per ampliare la distribuzione dei migranti e richiedenti asilo appena sbarcati su tutto il territorio italiano. Lo scopo è favorire una maggiore adesione allo Sprar (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), oggi fermo a 800 Comuni, ossia il 15% dei 136.000 migranti attualmente accolti nei centri, in maggioranza Cas (Centri di accoglienza straordinaria) imposti dalle Prefetture ai Comuni. Il piano, su base volontaria, prevede una media di 2/3 migranti ogni 1000 abitanti, la possibilità di assumere nuovo personale (cittadini italiani) da impiegare nell’accoglienza, il prelievo di 50 centesimi dai 2,50 euro di pocket money destinati giornalmente ai migranti, da indirizzare invece nelle casse degli enti locali. E’ in preparazione un decreto ministeriale che dovrebbe essere portato in Conferenza Stato-Ragione entro fine mese e se ne auspica l’approvazione per l’autunno. “Anche se dovremo vedere il testo definitivo del piano  – afferma Forti al Sir – siamo favorevoli, anche perchè è difficile immaginare uno Sprar obbligatorio in tutti i Comuni. E’ buono che ci sia un incentivo, per fare in modo che più Comuni si aprano all’accoglienza, con numeri più sostenibili, per non caricarne troppo solo alcuni, lasciando completamente liberi gli altri. E’ qualcosa che auspichiamo da tempo”. “E’ buono dare incentivi ai Comuni anziché imporre un intervento emergenziale con i Cas come avviene oggi”, precisa Forti: “Non credo che avremo una risposta straordinaria perchè non basta una norma, bisognerà lavorare anche sulla cultura dell’accoglienza. Ma se si amplia la platea, anche di un centinaio di Comuni in più, significa già avere un sistema degno di questo nome. Dobbiamo invertire la tendenza e creare almeno un equilibrio tra i due sistemi, Sprar e Cas”. Per favorire nuove assunzioni il governo concederebbe inoltre ai Comuni la possibilità di derogare al divieto di assunzioni come oggi previsto dal Patto di Stabilità. “Questo permetterebbe anche di avere più soggetti nell’ente locale per monitorare l’accoglienza e per un servizio più strutturato e organizzato, che oggi manca”. Secondo Forti due punti su cui invece discutere sono la clausola che prevederebbe l’assunzione solo di cittadini italiani – “ma lo spirito di fondo è chiaro e positivo, perché crea un circuito nuovo di lavoro” – e i 50 centesimi tolti ai pocket money destinati ai migranti: “Se vengono tolti dai 35 euro complessivi per ogni accoglienza va bene, altrimenti si va a toccare la cifra più contenuta”.

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