Svizzera: Referendum. Vescovi contrari alla diagnosi pre-impianto. “Vita va tutelata dal concepimento alla morte naturale”.

Il sì del popolo svizzero alla procreazione assistita medicalmente assistita (LpAm) “mina la piena tutela della persona umana dal suo inizio alla sua fine, dal concepimento alla morte naturale”. Così i vescovi svizzeri commentano la vittoria del sì alla modifica della legge sulla medicina della procreazione che autorizza la diagnosi preimpianto (Dpi). A condizioni restrittive, gli embrioni ottenuti con una fecondazione artificiale potranno dunque essere sottoposti a un esame genetico. “In molti casi – sottolinea in una nota mons. Charles Morerod, presidente della Conferenza episcopale Svizzera – gli embrioni portatori di una patologia verranno eliminati, invece di prendersi cura della loro vita”. Di qui, il richiamo della Ces al fatto che “la ricerca medica è chiamata ad essere creativa ed innovativa al fine di trovare il modo migliore per accogliere la vita e curare le malattie”, e non il contrario. “Ci teniamo a ripetere alle persone portatrici di handicap – scrive monsignor Morerod – che noi crediamo nella loro piena dignità e ci rallegriamo delle numerose persone che le aiutano a vivere. Il riconoscimento della piena dignità di ogni essere umani, soprattutto di coloro che sono più fragili, è essenziale per una società giusta, come afferma anche il preambolo della Costituzione federale svizzera: la forza di una comunità si misura con il benessere del più debole dei suoi membri”.

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