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Inizio Ramadan: il messaggio di auguri di mons. Spreafico (Cei), “Ramadan Kariim, Ramadan generoso a voi!”

“Cari fratelli e sorelle musulmani, in occasione del mese sacro di Ramadan, a nome della Chiesa cattolica italiana e mio personale desidero augurare di cuore a tutti voi che ciascun credente riceva i benefici spirituali promessi a chi obbedisce ai precetti dell’Altissimo con intenzione retta e impegno sincero”. È il messaggio di augurio che monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, ha inviato oggi ai musulmani e alle musulmane presenti in Italia ad inizio del Ramadan, mese sacro del calendario islamico nel quale, secondo la tradizione, Allah, attraverso l’Arcangelo Gabriele, avrebbe rivelato il suo messaggio al profeta che è stato trascritto nelle sure del Corano. “Quest’anno – scrive monsignor Spreafico – il mese sacro della fede musulmana si intreccia con un anno particolare della Chiesa cattolica, il giubileo della misericordia: e quindi, ancora più intensamente vogliamo pregare Dio Clemente e Misericordioso, affinché Egli si degni di benedire voi e noi tutti! Ramadan Kariim, Ramadan generoso a voi!”.

“Siamo in un momento molto difficile e delicato, dal punto di vista dei rapporti del mondo con l’Islam”, dice il vescovo raggiunto telefonicamente dal Sir. Ma non è il tempo di farsi prendere dalla paura. Ed aggiunge: “La paura si vince innanzitutto con la conoscenza e noi dobbiamo imparare a conoscere l’Islam ed evitare di dare giudizi semplificati sul mondo islamico senza capirne la complessità”. Nel ricordare poi le tante iniziative promosse della Chiesa italiana in questo senso, il vescovo osserva: “Non dobbiamo dare ragione ai profeti di sventura che sono tanti e che sottolineano solo ciò che è negativo. Ci sono tante realtà positive che vanno evidenziate e le nostre comunità in Italia avrebbero tante cose da raccontare. La paura si vince nella relazione, nella mutua conoscenza e nel sostegno reciproco. Dobbiamo rendere possibile a chi vuole un Islam di relazione e moderato, di poter dare voce a questo Islam”.

Il mese di Ramadan è poi un mese di preghiera e digiuno. “Credo che la preghiera rivolta a Dio, se sincera, è una grande forza. E quindi sono convinto che chi tra i musulmani si rivolge a Dio invocando la sua Misericordia, sarà certamente un contributo a rendere possibile la convivenza, il vivere insieme solidale e fraterno. L’invito che faccio è di trovare, laddove è possibile, modi per esprimere loro la nostra vicinanza e creare gesti che mostrino come noi, pur nella nostra diversità, possiamo aiutarci a vivere in maniera fraterna e non nell’odio e nella inimicizia. Il terrorismo è terrorismo e va condannato con estrema fermezza ma non dobbiamo farci prendere dalla paura. Papa Francesco ha detto in relazione ai profughi: non sono un pericolo ma sono in pericolo. Teniamo conto di questa indicazione”.

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