Chiese Friuli: mons. Mazzocato (Udine), “misericordia unisce” e guarisce “odio, vendetta, egoismo”

La misericordia di Dio come tratto di forte unità tra tutti i cattolici delle diverse comunità, unico rimedio ai mali del cuore quali l’odio e l’indifferenza,, indispensabile per l’accoglienza dei profughi. A rilanciare la “cifra” dell’Anno giubilare è stato ieri monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, nell’omelia pronunciata in occasione della Giornata interdiocesana dei migranti nella cattedrale cittadina gremita di migranti cattolici delle diverse comunità presenti sul territorio delle quattro diocesi della regione. A promuovere l’iniziativa i quattro vescovi del Friuli Venezia Giulia. “La misericordia di Dio, che Gesù ha portato in mezzo a noi, ci unisce tutti – ha detto il presule -. La misericordia di Dio  partita da Gerusalemme, da Gesù crocifisso e dal suo Sacro Cuore che ha diffuso sul mondo l’Amore capace di vincere il peggior male che può rovinare l’uomo: il male dell’anima”. La nostra anima e il nostro cuore, ha proseguito mons. Mazzocato, si ammalano di “odio, vendetta, invidia, egoismo, smania di avere sempre di più, fastidio e rabbia verso le persone che abbiamo vicini, indifferenza verso chi soffre. L’unica medicina che guarisce questi pericolosi mali dell’anima è l’amore e Gesù ha messo l’amore stesso di Dio nel cuore di chi crede in lui”. Di qui l’esortazione a ricordare “uno dei mali che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi”: “tutti quegli uomini, donne e bambini che fuggono dalla loro terra cercando rifugio altrove a prezzo di rischi enormi, spesso della stessa vita”. Una “disperata sofferenza” causata da “voglia di potere politico ed economico, odio razziale e religioso, rifiuto del diverso, indifferenza verso il dolore altrui”. Una malattia del cuore che “oscura anche l’intelligenza di chi è chiamato o a porre rimedio alle ondate di vittime che fuggono e si trova, invece, a balbettare deboli soluzioni”.

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