Vescovi Calabria: “La ‘ndrangheta è l’antievangelo”. Mons. Bertolone, la Chiesa “invita al rispetto delle leggi degli uomini e di Dio”

“Quella che, fino alla svolta del Concilio ecumenico Vaticano II veniva da molti ancora definita ‘la Chiesa del silenzio’ è diventata la Chiesa che parla, interpella, invita al rispetto delle leggi degli uomini e di Dio; che ascolta e vede”. È uno dei passaggi della presentazione del presidente della Conferenza episcopale calabra monsignor Vincenzo Bertolone al volume “La ‘ndrangheta è l’antievangelo” della Cec. Il vescovo di Catanzaro descrive “una Chiesa che compie una nuova evangelizzazione nel bene e nella pace; che destituisce di senso ogni via o mezzo criminale; che chiama ‘ateismo’ e ‘irreligione’ la sensibilità mafiosa, stigmatizzandone il perverso e diabolico tentativo di scimmiottare riti e linguaggi religiosi, o addirittura di adulterare processioni, solennità religiose, santuari e aggregazioni di fede”. Il testo offre il percorso di un insieme di documenti e pronunciamenti dei presuli delle Chiese di Calabria sul fenomeno della criminalità organizzata, a partire dal 1916. “Su questo percorso – scrivono nell’introduzione i curatori don Filippo Curatola, don Enzo Gabrieli e don Giovanni Scarpino – si innestano i documenti prodotti, gli interventi dei singoli Vescovi che, presi singolarmente, potrebbero apparire proclami; le denunce e i periodici interventi legati ai fatti di cronaca sono in realtà frutto di un cammino faticoso, in stile sinodale, di studio e di indicazioni offerte alla luce del Vangelo”.

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