Spettacolo viaggiante: don Dalla Torre (Migrantes), evangelizzazione “costituisce obiettivo prioritario della pastorale specifica”

“Il Concilio Vaticano II ha dato l’avvio ad una profonda trasformazione della pastorale, compresa la pastorale riguardante particolari categorie. Per cui anche la pastorale fra i circhi e gli spettacolisti viaggianti va continuamente aggiornandosi. Già in precedenza erano state coinvolte la parrocchia di sosta e la diocesi, perciò gli artisti circensi e fieranti sono già orientati all’incontro con la comunità parrocchiale di arrivo e di sosta”. E’ quanto ha detto don Mirko Dalla Torre, incaricato della pastorale Migrantes per lo spettacolo viaggiante intervenendo al corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” organizzato dalla Fondazione Migrantes. Il sacerdote – che opera da 15 anni in questa pastorale – ha ricordato il magistero dei Papi ed ha sottolineato che il mondo dei circhi e dei luna park riflette “una società e una cultura molto vasta. Caratterizzato da costanti spostamenti e diretto a creare occasioni di festa e divertimento, esso è soggetto a costante mobilità. La sua configurazione è complessa, non costituisce una realtà omogenea ed i gruppi itineranti sono identificati in base all’attività professionale, che si esprime nell’industria dei grandi circhi, di quelli piccoli e familiari, nei parchi di divertimento stagionali e fissi, nelle giostre e simili, con varie componenti etniche, sociali e religiose”. In Italia i circhi sono 140, i lunapark fissi sono 40 mentre non si conoscono dati certi sulle imprese di lunapark mobili. L’evangelizzazione della gente dello spettacolo viaggiante, intesa nella sua “accezione più ampia come annuncio della Parola di Dio, accompagnata dall’amministrazione dei sacramenti e dalla testimonianza, costituisce l’obiettivo prioritario della pastorale specifica per i circensi e i fieranti”.

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