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Regno Unito: Drake (Univ. di Loughborough), “Remain o leave, energia negativa”. Paese “partner recalcitrante” della Ue

Helen Drake, docente di politica europea all'Università di Loughborough

“Sia che vinca il partito ‘remain’, per rimanere nella casa comune europea, sia che prevalga quello ‘leave’, per andarsene, il risultato sarà tanta energia negativa”. Mancano poche ore all’apertura dei seggi dove, dalle 7 di domattina, 23 giugno, i cittadini del Regno Unito si recheranno per decidere del destino del Paese e dell’Europa e Helen Drake, docente di politica europea alla Università di Loughborough, esperta del rapporto tra Gran Bretagna e Ue, è pessimista. “Ho già votato per posta, per rimanere, ma se la maggioranza vuole lasciare la Ue vi saranno tantissimi delusi perché andarsene è un processo difficile e complicato non un taglio netto come è stato presentato durante la campagna elettorale dai media pro Brexit. Se votiamo per restare, d’altra parte, non vi sarà un nuovo e entusiasmante inizio. A meno che prevalga una maggioranza significativa a favore del Brexit e le élite politiche britanniche decidano di impegnarsi, davvero, per la prima volta, in Europa”, spiega la professoressa Drake. “La Gran Bretagna è stata, per 43 anni, un partner recalcitrante della Ue. I cittadini sanno pochissimo della casa comune e i partiti politici si sono sempre divisi sull’argomento. Questo vuoto, politico e culturale, è stato sfruttato dal populismo: i tabloid popolari di Murdoch, che promuovono la chiusura delle frontiere, e i leader Nigel Farage e Boris Johnson che si sono presentati come paladini del popolo mentre pensano soltanto al loro interesse”.

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