Papa in Armenia: don Peloso (orionino), “nel 1925 una settantina di orfani furono accolti da don Orione a Rodi”

Il viaggio di Papa Francesco in Armenia “coinvolge anche la nostra congregazione orionina perché in anni lontani, ma non dimenticati, nel 1925, una settantina di orfani armeni, salvati dal ‘Metz Yeghern’, furono accolti da don Orione nell’Istituto di Rodi. Otto di quegli orfani seguirono don Orione come chierici e due, Giovanni Dellalian e Pietro Chamlian, divennero sacerdoti”. Lo ricorda, alla vigilia della visita papale, don Flavio Peloso, religioso orionino e direttore della rivista di studi “I messaggi di Don Orione”, che ha studiato la questione armena grazie anche ai documenti conservati nell’archivio centrale della congregazione orionina. “Personalmente – prosegue don Peloso – vivo la visita con attualizzazione affettiva di quelle vicende ravvivata dalla relazione con Katerina, la figlia di uno di quegli otto giovani chierici armeni: Bergi Benliyan”. “Conobbi Katerina 7 anni fa – aggiunge – e fu grande la sua e mia emozione nel riannodare insieme ricordi e documenti di una bella vicenda umana e religiosa. In occasione della celebrazione del centenario dell’inizio del genocidio armeno, il 12 aprile, abbiamo condiviso il ricordo di quei tragici eventi e anche la parabola di umanità scritta da don Orione nella quale entrò anche il papà Bergi”. Per il religioso orionino, “tra i tanti sentimenti e considerazioni che la visita di Papa Francesco in Armenia susciterà a livello mondiale, giova unire anche una storia come quella della solidarietà e carità di don Orione vissuta negli anni ‘20, che, durante un’udienza del maggio 1929, presentando a Pio XI i suoi chierici armeni, gli fece dire: ‘Padre santo, in questo momento sono anch’io armeno’. Ed il Papa a lui: ‘Eh, lo so: don Orione omnibus omnia factus ed ora s’è fatto anche armeno’. Questa è la Chiesa e la fede cristiana”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori