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Papa Francesco: udienza, “il cristiano non esclude nessuno”, i rifugiati “sono nostri fratelli”

“Quante volte noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo!”. Lo ha esclamato il Papa, che durante l’udienza di oggi, dedicata alla guarigione del lebbroso, ha sottolineato come Gesù rimase “profondamente colpito” da quell’uomo: “Contro le disposizioni della Legge di Mosè, che proibiva di avvicinarsi a un lebbroso, Gesù stende la mano e persino lo tocca”. “Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché lui è in essi”, il monito di Francesco: “Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione”. È a questo punto che il Papa ha fatto riferimento a un gruppo di ragazzi rifugiati seduti sul palco vicino a lui, lasciando da parte il testo scritto: “Toccare gli esclusi! Oggi mi accompagnano qui questi ragazzi: tanti pensano di loro che era meglio che fossero rimasti nella loro terra, ma lì soffrivano tanto. Sono i nostri rifugiati. Ma tanti li considerano esclusi: per favore, sono i nostri fratelli!”. I 15mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro hanno salutato queste parole con un fragoroso applauso. “Il cristiano non esclude nessuno, dà posto a tutti, lascia venire tutti!”, ha proseguito il Papa sempre fuori testo.

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