Migranti: p. Bentoglio (Pont. Cons. migranti), “i missionari continuano ad essere chiamati all’accoglienza”

Nella pastorale delle migrazioni, così come nel fenomeno della mobilità in generale, “tutto cambia con sorprendente rapidità. Da una parte, oggi i flussi migratori ripropongono lo stesso schema tragico delle migrazioni dei secoli XIX e XX; dall’altra, la realtà odierna mostra un volto più variegato e più complesso”. A dirlo il sottosegretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, padre Gabriele Bentoglio, durante il corso di Linee di pastorale migratoria in corso a Roma. Oggi – ha detto il religioso – “assistiamo ad un tale rimescolamento di popoli, di culture e di religioni che qualcuno ha profetizzato un inevitabile ‘scontro delle culture’. In effetti, aumentano in misura impressionante i profughi e i richiedenti asilo, vittime delle guerre, della miseria e dei cambiamenti climatici”. “Oggi – ha sottolineato p. Bentoglio, dopo aver ripercorso alcuni documenti del magistero e del ruolo del missionario dei migranti – viviamo in un tempo di immigrazione massiccia di persone appartenenti a religioni non cristiane in Paesi di antica tradizione cristiana. Questo fa emergere il volto eterogeneo della convivenza umana, dove possono sorgere incomprensioni e tensioni”. Il fenomeno migratorio, a cui “spesso le istituzioni stanno assistendo con indifferenza e incapacità di gestione, continua a denunciare lo squilibrio fra le diverse aree del mondo, dove la disparità di accesso alle risorse rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Capita anche a noi di essere spettatori di immani tragedie e di sentirci incapaci di percepire il travaglio storico della nuova umanità che si sta plasmando sotto i nostri occhi, di cui l’emigrazione costituisce la parte più appariscente e che a tutti richiede concreta solidarietà”. Per padre Bentoglio i missionari dei migranti “continuano ad essere chiamati all’accoglienza, al riconoscimento della dignità umana e dei diritti inalienabili di ogni persona, al rispetto delle differenze culturali e religiose, a sensibilizzare le istituzioni perché si impegnino a promuovere il bene comune: in una parola, i missionari hanno il difficile compito di indicare la via da percorrere in una società che si proclama rispettosa dei diritti umani, ma spesso solo a parole”. I missionari – ha poi concluso – “si impegnano a servire i popoli nella costruzione di un’unica famiglia umana”.

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