Anziani: don Lorenzetti (Opera don Guanella), “Occorre costruire relazioni belle, positive, cariche di vita”

“Occorre costruire relazioni belle, positive, cariche di vita. Dunque non solo utilizzando gli strumenti della scienza che abbiamo a disposizione”. Ad affermarlo è don Fabio Lorenzetti, padre provinciale Opera don Guanella presente con le sue residenze sanitarie per anziani in 22 Paesi del mondo, e a breve anche nelle Isole Salomon e in Tanzania. Prendendo la parola al convegno su anziani, abusi e qualità della cura in corso a Roma per iniziativa dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e del Gruppo di studio “La cura nella fase terminale della vita” della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in collaborazione con il Centro per la promozione e lo sviluppo dell’assistenza geriatrica dell’Università cattolica (Cepsag), don Lorenzetti spiega che un’attenzione particolare va riservata alla formazione degli operatori “offrendo loro contenuti forti”. Non dare “tutto per scontato, offrire invece occasioni ed esperienze che riaccendano fuochi” e aiutino a “rileggere i progressi della scienza e della tecnica alla luce della nostra vision e mission”. Essenziale, nel progetto di vita della persona fragile “l’attenzione per l’ambito della spiritualità”. Presto, annuncia, uscirà nelle sale il film “Ho amici in Paradiso”, in cui saranno protagonisti persone disabili. Nicola Ferrara, presidente Sigg, rivela: “Sono orgoglioso di essere sensibile alle lobby dei più fragili, di chi soffre”.

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