Anziani: Orlando (Asp Azalea Piacenza), “Per aver cura degli altri avere costantemente cura di sé”

“Occorre costruire percorsi ristrutturanti” della persona riunificando ciò “che per effetto della malattia è frantumato. È tempo di gentilezza, pazienza, mitezza, rispetto, riflessione. Perché anche nella malattia, nella sofferenza, nella morte si cerchi un modo degno dell’uomo”. Ne è convinta Itala Orlando (Azienda pubblica servizi alla persona Azalea, Borgonovo Val Tidone – Piacenza), intervenuta al convegno “Dignità della persona anziana e qualità della cura. Una sfida ad abuso e contenzione” promosso oggi a Roma dalla Cei con la Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in collaborazione con l’Università cattolica. La formazione può essere “uno strumento per prendere coscienza del problema e per trovare le leve su cui lavorare”, ma da sola “non basta”. Gli abusi sugli anziani nelle strutture non solo solo i gesti eclatanti che riempiono le cronache, ma anche “le piccole azioni contro la dignità della persona, che erodono lentamente, giorno dopo giorno, l’identità personale e travolgono il senso della relazione”. Da Orlando un fermo “no” alla “presunzione di avere un potere assoluto” e, al tempo stesso, all’installazione di  “telecamere preventive”. “Non è questa la strada”, avverte. “Per aver cura degli altri occorre aver costantemente cura di sé, restare in contatto con la propria vita emotiva per alimentare quella consapevolezza che consente di comprendere meglio gli altri e per imparare, anche dal contatto con la vita altrui, a cercare continuamente il senso della propria”.

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