Anziani: Marsilio (Ulss Venezia), “un percorso di accompagnamento nella fase terminale della vita”

Qualità della vita e dell’assistenza, e contenzione nelle residenze geriatriche. Ne parla Alberto Marsilio (Ulss 13, Mirano – Venezia) al convegno “Dignità della persona anziana e qualità nazionale Cei per la pastorale della salute insieme al Gruppo di studio “La cura nella fase terminale della vita” della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in collaborazione con il Centro per la promozione e lo sviluppo dell’assistenza geriatrica dell’Università cattolica (Cepsag). “Il corretto approccio al problema della contenzione – conclude – è quello di considerarla un trattamento terapeutico all’interno di un progetto di salute”. “Nei convegni e nei corsi di formazione – riconosce – tutti ci diciamo contrari alla contenzione, ma in realtà” si tratta di “una pratica ancora molto diffusa e regolata da protocolli non condivisi”. Tuttavia i disturbi del comportamento e il rischio di cadute sono molto frequenti nei pazienti anziani, e “il problema della loro difficile gestione è molto ‘sentito’ dagli operatori geriatrici”. Dopo avere illustrato pro e contro di tale pratica, Marsilio suggerisce “un percorso di accompagnamento nella fase terminale della vita che si fondi su una valutazione individuale e globale della persona e che comprenda anche le decisioni su nutrizione ed idratazione, controllo del dolore, terapia farmacologica, medicazioni, cioè tutti gli ambiti delle cure di fine vita”.

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