Anziani: don Maffeis (Cei), “riconoscere situazioni invisibili” e “superare indifferenze diffuse”

“Grazie perché ci aiutate a riconoscere e dare un nome a tante situazioni che diversamente rischiano di restare invisibili nonostante siano tutt’altro che rare. Grazie perché ci aiutate ad affrontare una riflessione che non è facile per nessuno aiutandoci a superare indifferenze diffuse ma non per questo meno gravi”. Così don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei, porgendo il saluto a nome della segreteria generale dei vescovo italiani al convegno “Dignità della persona anziana e qualità della cura. Una sfida ad abuso e contenzione”. A promuovere oggi a Roma l’incontro è l’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute insieme al Gruppo di studio “La cura nella fase terminale della vita” della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in collaborazione con il Centro per la promozione e lo sviluppo dell’assistenza geriatrica dell’Università cattolica (Cepsag). “Ci aiutate – ha detto don Maffeis – a farci carico del vissuto di solitudine, paura, angoscia di tanti anziani e a fare con concretezza la nostra parte come singoli e più ancora come comunità. La vecchiaia non può chiudere con l’amarezza per i torti subiti, gli errori compiuti, ciò che avrebbe potute essere non è”. L’anziano deve poter “respirare un clima di comprensione accompagnamento”, servono motivazioni che permettano di “non disperare soprattutto avvicinandosi al momento ultimo. Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione”.

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