Anziani: don Arice (Cei), “osservatorio, linee guida, formazione integrale, attenzione specifica nelle diocesi”

Sono quattro i “percorsi possibili” indicati al Sir da don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, mentre sta volgendo al termine il convegno “Dignità della persona anziana e qualità della cura. Una sfida ad abuso e contenzione” promosso oggi a Roma dall’Ufficio Cei e dal Gruppo di studio “La cura nella fase terminale della vita” della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in collaborazione con il Centro per la promozione e lo sviluppo dell’assistenza geriatrica dell’Università cattolica (Cepsag). Facendo sintesi degli spunti e delle provocazioni emersi dalla giornata, don Arice, che traccerà le conclusioni con Massimo Petrini (Istituto Camillianum), pensa anzitutto alla “istituzione di un Osservatorio anziani, con la collaborazione del Gruppo di studio della Sigg”, presso l’Ufficio nazionale Cei. Quindi alla “sollecitazione di linee guida in materia di contenzione” e alla “promozione di un disegno di legge che inasprisca le pene per chi commette abusi sugli anziani”. Per don Arice occorre inoltre valutare “l’adeguatezza della normativa vigente e la sua effettiva applicazione”. Importante anche la formazione integrale: di qui l’idea di un evento analogo a quello odierno “in situazione”, ossia “al nord, al centro e al sud perché le esigenze sono diversificate”. Dal convegno è emersa inoltre la necessità di una formazione specifica per le badanti. Occorre infine, conclude il direttore dell’Ufficio Cei, “ampliare nelle diocesi un’attenzione specifica della pastorale della salute per le persone anziane”.

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