Anziani: Caretta (Univ. cattolica), contro abusi “cambiamento culturale”, invecchiamento “parte del ciclo di vita”

Sono tre, secondo Flavia Caretta (Centro ricerca promozione e sviluppo assistenza geriatrica – Università cattolica Sacro Cuore) le “sfide per la prevenzione e il trattamento dell’abuso” negli anziani in famiglia e nei luoghi di cura. Caretta è intervenuta al convegno su anziani, qualità della cura e abusi, in corso a Roma per iniziativa della Cei e della Società italiana di gerontologia e geriatria, e ha ricordato che già nel 1975 il British Medical Journal parlava di “granny battery”. Dopo una panoramica dei documenti internazionali in materia di diritti degli anziani e contrasto agli abusi, tra i quali anche la Strategia europea del 2010, Caretta sostiene che occorre anzitutto “migliorare la conoscenza con ricerche scientifiche rigorose”, quindi “elaborare modelli innovativi per identificare, prevenire e trattare l’abuso”, infine “creare un sistema di servizi rivolti alle vittime di abuso e ai perpetratori di abuso (interventi medici, psicologici, sociali) e di formazione dei professionisti”. Secondo l’esperta occorre anzitutto “assicurare risposte ai bisogni fondamentali: cibo, sicurezza, protezione, accesso aIle cure”, ma è necessario un “cambiamento culturale”. Occorre cioè “creare un ambiente in cui l’invecchiamento sia considerato parte del ciclo di vita, dove siano scoraggiati gli atteggiamenti negativi, dove sia riconosciuta la dignità della persona”, dove “vengano date opportunità di partecipare ad attività educative, culturali, spirituali, economiche”.

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