Anziani: Bianchi (geriatra), per Comitato nazionale bioetica “contenzione ammissibile solo in casi eccezionali”

Di contenzione fisica e farmacologica, problema più diffuso in ambito geriatrico che psichiatrico, che può causare gravi danni alla salute degli anziani ma non trova “sufficiente sensibilizzazione nell’opinione pubblica”, si è occupato nell’aprile 2015 il Comitato nazionale per la bioetica con l’obiettivo di una sua riduzione e/osuperamento attraverso la promozione di un “paradigma di cura fondato sul riconoscimento della persona malata nella pienezza dei suoi diritti fondamentali: dignità e autonomia”. Lo ricorda la geriatra vicentina Evelina Bianchi nel suo intervento al convegno su anziani, dignità della persona e qualità della cura, in corso a Roma per iniziativa della Cei e della Società italiana di gerontologia e geriatria. Per il Cnb, il ricorso alla contenzione è ammissibile “in casi eccezionali, per il tempo strettamente necessario a modificare l’intervento assistenziale, con mezzi proporzionali alla gravità della situazione, in presenza di pericolo per l’integrità della persona e/o per evitare il compiersi di reati verso terze persone”. Alle istituzioni di governo, regionale e nazionale, conclude Bianchi, il Cnb raccomanda di “quantificare e monitorare le pratiche contenitive, coinvolgere le associazioni con funzione di controllo, prevenzione e promozione culturale, predisporre programmi finalizzati al superamento della contenzione” prestando attenzione a “cultura dei servizi, formazione del personale, organizzazione dei servizi” e “premiando i servizi no restraint”.

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