Adozioni: Binetti (Ap), “distinguere diritti bambini da diritti omosessuali”

(DIRE-SIR) -“È arrivato il sì della Cassazione alla stepchild in casi particolari: ma questo in termini generali era già previsto dalla legge. Il punto è la prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del procuratore generale e ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Roma. In quella occasione era stata accolta la domanda di adozione di una minore proposta dalla partner della madre, con lei convivente in modo stabile. L’adozione della bambina secondo il procuratore generale non rientrava nei casi particolari previsti dalla legge e a molti quella decisione sembrò una sorta di sfida posta nel clima acceso del dibattito sulle unioni civili”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Vale la pena ricordare che la legge, approvata recentemente dal parlamento, tutela una serie di diritti per le coppie omosessuali, ma esclude esplicitamente quegli aspetti che chiamerebbero in causa i diritti dei bambini. Considera infatti il pur legittimo desiderio della coppia di rango decisamente inferiore rispetto a quello che è a tutti gli effetti un diritto naturale dei bambini: il diritto ad avere un padre e una madre. La corte di Cassazione fa leva sulla stabilità del vincolo affettivo tra le due donne, ma identifica il supremo interesse della bambina con il desiderio della madre biologica e della sua compagna. Nulla dice delle conseguenze che avrà su questa bambina la mancanza del padre, anche a livello di immaginario, perché sostituito dal duplicato della figura femminile della madre. Sorprende questa decisione in un momento in cui a livello internazionale, in questi giorni anche in Francia, si sta ripensando coraggiosamente ad una prassi che la cultura Lgbt sta diffondendo, senza nulla dire delle conseguenze che l’omogenitorialita ha sullo sviluppo affettivo ed effettivo dei bambini. È vero che su questo tema non ci sono ancora studi condotti scientificamente, il che implicherebbe osservatori oggettivi e non solo di parte, ma conosciamo perfettamente le conseguenze che ha sui bambini e sugli adolescenti la mancanza di figura paterna. Il parlamento sta conducendo una indagine conoscitiva e la sentenza della cassazione si anticipa ad una riflessione che dovrebbe orientare alcune scelte sul piano normativo proprio in materia di adozioni e di adozioni speciali. Personalmente ho votato no alla legge sulle unioni civili, proprio perché sospettavo che sarebbe stato aggirato l’impegno esplicito assunto da Renzi, come capo del governo, e sarebbero risultate vane le promesse del partito di maggioranza : tener ben distinti i diritti delle persone omosessuali e i diritti dei bambini. Questa sentenza ne dà conferma, ma la vita e l’esperienza mostreranno al di là di ogni ragionevole dubbio che il diritto di ogni bambino ad un padre e ad una madre è una garanzia di coesione sociale. Duplicare la figura materna o paterna non risponde alle necessità dei bambini, non da garanzia del suo bene supremo,” conclude Binetti. (www.dire.it)

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