Abusi sui minori: i dati del Garante della Campania, le precisazioni della Curia di Napoli e di don Patriciello

Ha suscitato vasta eco e fa discutere la ricerca sugli abusi intrafamiliari sui minori in Campania, condotta dal Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza Cesare Romano, diffusa ieri. Lo studio stima che siano oltre 200 i casi di abusi subiti da bambini e ragazzi fra le mura domestiche. Le vittime, secondo la ricerca, sono soprattutto in età preadolescienziale (80% dei casi). Nell’87% dei casi si tratta di bambine di età inferiore ai 10 anni. Cesare Romano ha spiegato: “Abbiamo svolto questa ricerca per evidenziare che il fenomeno è abbastanza consistente, trasversale e molto sommerso. Abbiamo testimonianze dirette e indirette, anche se non compaiono nella ricerca, che ci sono intere zone in cui l’abuso sessuale, l’incesto, è elevato a normalità”. Secondo il garante, che ha fatto distribuire questionari anonimi in 45 Comuni, diverse istituzioni non avrebbero collaborato con la ricerca, precisando fra l’altro di aver chiesto, tramite la Curia di Napoli, la collaborazione delle parrocchie, senza ottenere risposte. Enzo Piscopo, portavoce della Curia, precisa però tramite “Avvenire”: “Essendo dati sensibili i parroci non possono comunque divulgarli”.
Tra le zone a maggior rischio figurano alcuni quartieri del capoluogo, le Madonnelle ad Acerra, Salicelle ad Afragola, il Parco Verde a Caivano. Don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde, sempre tramite il quotidiano cattolico, afferma che si è innestato “uno sciacallaggio mediatico impressionante, frutto di un discorso pigro e disonesto che ha voluto equiparare la povertà, che diventa miseria, alla pedofilia”. Si tratterebbe invece di un fenomeno che riguarda “ricchi, professionisti, persone che conoscono bene i posti dove le ragazzine, le bambine, si possono comprare per pochi euro. Non ci si rende conto che così facendo si fa un piacere ai pedofili di tutto il mondo”.

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