Spettacolo viaggiante: mons. Perego (Migrantes), “stiamo sostenendo in diverse regioni un progetto di scolarizzazione per i ragazzi”

“Nonostante le leggi abbiano stabilito che in ogni Comune ci debba essere uno spazio per gli spettacoli popolari e di strada, in realtà sono pochi i Comuni che l’hanno creata. Questa mancata determinazione ha portato sempre più il mondo dello spettacolo viaggiante a montare le proprie attrazioni e i propri tendoni nelle periferie della città, con il rischio di rendere residuale e periferico questo tipo di spettacolo popolare”. Lo denuncia monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, in occasione del Giubileo del mondo dello spettacolo viaggiante. “Anche il tema degli animali al circo – parliamo di meno di duemila esemplari delle diverse specie – ha fatto discutere e ha creato diffidenza e incomprensioni intorno al mondo del circo, in particolare, che, in realtà, ama il mondo degli animali quasi fossero parte della propria famiglia”, sottolinea monsignor Perego, che evidenzia anche un’altra questione: “Il tema della scuola dei bambini del mondo dello spettacolo viaggiante rimane un aspetto problematico. Questi ragazzi non hanno le stesse opportunità dei loro coetanei, perché hanno difficoltà nella frequenza. Anche per questa ragione come Fondazione Migrantes in diverse regioni d’Italia stiamo sostenendo un progetto di scolarizzazione e abbiamo interessato di questo il ministero dell’Istruzione, della Università e della ricerca (Miur). Un aspetto certamente da guardare con attenzione è anche il mondo degli artisti stranieri e il mondo degli anziani. In riferimento a questi ultimi l’Istituto dei Servi della Chiesa, non senza difficoltà, da anni ha una casa famiglia per gli anziani soli del mondo dello spettacolo viaggiante a Scandicci (Fi), che merita un aiuto anche da parte delle istituzioni”.

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