Scuola: convegno Age, il “costo standard di sostenibilità” tra libertà di scelta educativa e risparmio per lo Stato

Si chiama “costo standard di sostenibilità per allievo” ed è il fulcro intorno a cui ruota il saggio “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato”, scritto da suor Anna Monia Alfieri, Marco Grumo, Maria Chiara Parola, e presentato questa mattina a Roma, dopo una serie di altri incontri in tutta Italia, presso la Biblioteca Alessandrina. Maria Chiara Parola, commercialista ed esperta di scuola, ha mostrato anche con l’ausilio di un video il ritardo che il nostro Paese ha in questo settore nel confronto con il resto dell’Europa. “Si tratta di mettere lo studente al centro”, ha affermato a sua volta suor Anna Monia, esperta di politiche scolastiche e presidente della Fidae Lombardia. “Non chiediamo soldi per le scuole paritarie – ha aggiunto – vogliamo piuttosto che le famiglie possano scegliere tra una buona scuola statale e una buona scuola paritaria. E smettiamola di trattare questo argomento come se fosse una questione che riguarda i ricchi: i ricchi già possono scegliere, sono i poveri che si vedono negato questo diritto”. Marco Grumo, economista dell’Università Cattolica di Milano, ha spiegato nel dettaglio la proposta. Attualmente il costo medio di uno studente di una scuola statale è enormemente superiore a quello di una paritaria. Ristrutturando la spesa per la scuola sulla base del criterio comune del “costo standard di sostenibilità”, gli autori del saggio calcolano che il sistema, oltre a introdurre finalmente un principio di equità, consentirebbe un risparmio per lo Stato pari a 17 miliardi di euro.

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