Cardinale Betori: “il Vangelo è per i poveri”, stare attenti al pericolo delle ricchezze

“Il Vangelo è per i poveri”, perché tutta la vita di Gesù è all’insegna dell’opzione preferenziale per loro. E’ quanto scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nella sua seconda lettera pastorale, “Incontrare Gesù”, che sarà consegnata alla diocesi domani. Nella tradizione biblica, ricorda il cardinale, “i poveri sono tutti coloro che vengono posti ai margini da chi domina nella società degli uomini e trovano in Dio il loro unico interlocutore e difensore”: la povertà può, quindi, assumere “connotazioni economiche, ma non solo, includendo anche tutte le emarginazioni prodotte da motivazioni sociali, etniche, culturali e, non da ultimo, religiose”. Neanche l’emarginazione che è effetto della “separazione etnica” ferma Gesù, scrive Betori citando il centurione romano e la donna fenicia. Circa la povertà economica, “il pensiero di Gesù si discosta notevolmente da quello corrente nella società giudaica del suo tempo, dove l’ideale per un uomo è essere ricco”. Per Gesù, spiega l’arcivescovo di Firenze, “la prospettiva è diversa, perché la condizione di povertà è addirittura motivo di beatitudine”: e Gesù “non si limita solo alle parole, ma tutta la sua esistenza scorre in una costante frequentazione con la gente di umile condizione, di cui condivide la precarietà”. “Altrettanto importanti” sono gli avvertimenti di Gesù contro il pericolo costituito dalle ricchezze: “Stare dalla parte dei poveri significa al tempo stesso creare le condizioni della condivisione, che è strumento di giustizia, ma anche liberare l’uomo dalla schiavitù dei beni che creano l’illusione di possedere, e quindi di essere garantiti, mentre in realtà ci si trova ad esserne posseduti, e quindi privati della propria identità e dignità”.

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