Perù: il card. Cipriani ha incontrato ieri il nuovo presidente Kuczynski. Chiede unità a tutto il Paese

Il cardinale Juan Luis Cipriani, arcivescovo di Lima e primate del Perù, ha incontrato ieri il nuovo presidente eletto nel ballottaggio dello scorso 5 giugno, Pedro Paolo Kuczynski, nella sua residenza privata di S. Isidro. Uscendo dalla casa il cardinale Cipriani ha rilasciato delle brevi dichiarazioni, partendo dallo storico trionfo calcistico del Perù sul Brasile in Copa America, un fatto “che ha generato nel paese un clima molto positivo e penso che esso vada mantenuto. L’arcivescovo di Lima ha proseguito: “Con il presidente mi unisce da tempo l’amicizia. Abbiamo parlato sulla necessità che ci sia un ambiente di cordialità, di prossimità, tutti stiamo cercando che il Perù prosegua in un cammino di pace e di progresso”. Da qui l’appello del cardinale Cipriani a tutti i peruviani perché mantengano la calma dopo l’accesissimo ballottaggio, al termine del quale Kuczynski e la sua avversaria Keiko Fujimori sono stati separati da poco più di 40mila voti (tre decimi di punto in percentuale). Fuerza Popular, il Partito della Fujimori, ha però la maggioranza assoluta nel Congresso. E c’è attesa per un possibile incontro tra i due leader.

A questo proposito il porporato ha aggiunto: “Non ho informazioni particolari, mi pare che da entrambe le parti ci sia il desiderio di parlarsi, però bisogna dare tempo al tempo. Mi pare che ci sia una grande consonanza in tutto il paese di volere sicurezza nelle strade, crescita e progresso sociale e, al di là delle diverse proposte dei vari partiti, non c’è motivo per contrapporre l’uno all’altro. In tale situazione mi sento di chiedere ai mezzi di comunicazione di mettere il Perù al primo posto di fronte alle diverse proposte le quali, certo, sono differenti, ma senza che ci siano odio e conflitto”. Infine, il cardinale Cipriani ha rivolto un appello di riconciliazione a tutti i peruviani, chiedendo unità dopo il confronto elettorale: “Penso che nessuno voglia dividere il paese. Le elezioni sono passate e ho sempre insistito che servono gesti di perdono e di riconciliazione”.

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