Contraffazione: Censis, fatturato vale 6,9 miliardi di euro, +4,4% dal 2012. Sottratti al fisco 1,7 miliardi

Nel 2015 gli italiani hanno speso 6,9 miliardi di euro per acquistare prodotti contraffatti, un valore in crescita del 4,4% rispetto al 2012. Produrre e commercializzare gli stessi prodotti nei circuiti dell’economia legale comporterebbe 100.515 unità di lavoro in più (circa il doppio dell’occupazione, ad esempio, dall’intera industria farmaceutica). Senza la contraffazione, la produzione interna registrerebbe un incremento di 18,6 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 6,7 miliardi (un valore quasi uguale, ad esempio, a quello generato dall’intera industria metallurgica). È quanto emerge dalla ricerca del Censis per il ministero dello Sviluppo economico (Direzione generale lotta alla contraffazione-Ufficio italiano brevetti marchi), presentata oggi a Roma da Loredana Gulino, direttore generale lotta alla contraffazione-Uibm del ministero, e da Massimiliano Valerii, direttore generale Censis, nell’ambito della Settimana nazionale anticontraffazione (13 – 19 giugno). L’emersione della contraffazione, hanno spiegato i due relatori, significherebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su impresa e lavoro) e indirette (Iva), perché “oggi il mercato del falso sottrae all’erario 1,7 miliardi di euro. Se si considerano anche le imposte che deriverebbero dalla produzione attivata in altri settori dell’economia, il gettito fiscale complessivo aumenterebbe a 5,7 miliardi di euro, pari al 2,3% del totale delle entrate dello Stato per le stesse categorie di imposte”.

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