Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Ramadan: mons. Debernardi (Pinerolo), “dobbiamo conoscerci di più per costruire un futuro di pace”

“Ignorare la cultura e la religione di tanti immigranti musulmani non aiuta di certo l’integrazione. Dobbiamo conoscerci di più per costruire un futuro di pace. È questa la testimonianza che il mondo si aspetta da cristiani e musulmani”. È quanto scrive il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del quindicinale “Vita diocesana pinerolese” dopo pochi giorni dall’inizio del mese del Ramadan. “È un tempo importante – osserva il vescovo – durante il quale i nostri fratelli musulmani osservano il digiuno dall’alba al tramonto come mezzo di purificazione fisica e spirituale”. Per mons. Debernardi, “più volte da ambedue le comunità – cristiana e musulmana – sono stati formulati appelli per denunciare le atrocità di cui, in vari Paesi, sono vittime sia i cristiani sia i musulmani”. “Occorre passare dalle parole ai fatti”, ammonisce il vescovo, per il quale “le comuni radici sono amore, misericordia, compassione e queste tre parole devono spingerci ad accoglierci fraternamente avendo stima gli uni per gli altri”. “In questi ultimi mesi – riconosce mons. Debernardi – si sono sentite, anche in Italia, voci con toni ben diversi, quasi paventando, con l’arrivo di tanti immigranti, un progetto che tenda a cancellare la cultura europea”. “È falso. Non dobbiamo avere paura”, prosegue, sottolineando che “serve piuttosto un confronto sereno e costruttivo, attraverso un dialogo fatto con chiarezza, dolcezza, fiducia e prudenza”. “Il recente incontro del grande iman Ahmed Al Tayyb con Papa Francesco – aggiunge il vescovo – ha rafforzato ancora di più l’impegno a lavorare per la pace, cominciando dal rispetto dovuto ad ogni persona, garantendo libertà e cittadinanza a coloro che vivono e lavorano in Nazioni di tradizione musulmana e chiedendo ai musulmani che vivono nella società europea di integrarsi lealmente in essa come cittadini”. “Forse qualcuno taccerà di ingenuità questo modo di ragionare. Ma – conclude – si dimentica che l’Europa è nata dall’incontro di popoli diversi, assumendo un’identità multiculturale”.

© Riproduzione Riservata
Territori