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Amoris laetitia: parlano i separati. Oltre le fatiche, “il senso di una Chiesa accogliente”

Durante l’incontro milanese su “Amoris laetitia… parlano i separati”, promosso da Famiglie cristiane separate e da Separati fedeli, è intervenuto Ernesto Emanuele – presidente dell’associazione Famiglie separate cristiane – che ha ricordato profilo e obiettivi dell’attività svolta, le tre aree di intervento (santificazione personale, “ospedale da campo”, portare nella chiesa la realtà dei separati), testimoniando l’accoglienza carica di fiducia con la quale è stato accolto il documento pontificio da chi vive la condizione di separato o divorziato. Presente all’incontro, con un intervento finale, anche don Christian Malanchin, che segue dal punto di vista spirituale queste realtà. La parte centrale della serata ha visto le testimonianze di alcune persone o coppie che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione della separazione. Fra i temi toccati – in un clima di ascolto e grande confidenza – la sofferenza della separazione, “la vita da soli, tra fatiche e disordine”, i nuovi percorsi di affetto e unione (“con il secondo matrimonio ho ritrovato la vita normale”), i rapporti con i figli e il disagio di questi.
Una coppia ha raccontato l’adozione all’estero di un figlio, con un esborso economico di oltre 30mila euro, “dopo di che non avevamo risorse per affrontare l’annullamento del matrimonio”. E ancora i tradimenti, i giudizi altrui, “il fare i conti con la coscienza e con la dottrina”, “l’ascolto della Parola che fa luce sulla vita”, il desiderio di accostarsi alla Comunione, “la cui mancanza – è stato detto – si vive con fatica”. Numerosi i richiami all’esortazione che, nel complesso, “restituisce speranza e dà un senso di chiesa accogliente”.

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