Vocazioni: mons. Dal Molin (Cei), “riaccendere una scintilla di dinamismo nelle nostre comunità cristiane”

“Come è bello credere, amare e vivere in una Chiesa che si propone come ‘Madre di Tenerezza’. Questo dovrebbe riaccendere una scintilla di dinamismo nelle nostre comunità cristiane per essere, come ci ricorda Papa Francesco, il luogo dove ‘ogni vocazione nasce, cresce e viene sostenuta e alimentata’ in una testimonianza quotidiana di tenerezza che sa ‘prendersi a cuore’ chi è in ricerca per far dilatare il cuore nella pienezza della sua beatitudine”. È quanto scrive monsignor Domenico Dal Molin, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale delle vocazioni (Unpv), nell’editoriale della rivista “Vocazioni”. Il secondo numero della pubblicazione bimestrale edita dall’Ufficio è intitolato “Ricco di misericordia… ricchi di Grazie!” e raccoglie gli atti del Convegno nazionale vocazionale svoltosi a Roma dal 3 al 5 gennaio 2016. “C’è un estremo bisogno di pensieri semplici – osserva mons. Dal Molin – fatti di poche parole: ‘Ti voglio bene; grazie; ho sbagliato; scusa; mi manchi; arrivo; ti aspetto’”. Anche perché “non è sempre facile parlare, ma soprattutto vivere, la misericordia e il perdono, la gratitudine e la gratuità”. “Spesso – continua – noi siamo troppo sbadati o assorti per accorgerci di alcuni segni di tenerezza che potrebbero dare un sussulto, una tonalità, un colore diverso alla nostra vita”. Invece, “là dove si sperimenta la tenerezza del sostegno e dell’incoraggiamento fiducioso, lì sgorga dal cuore il ‘grazie’ più vero”, aggiunge mons. Dal Molin, per il quale “entrare nella fresca logica della gratitudine è scegliere di abitare la vita con pienezza di umanità”.

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