Papa Francesco: a Comunione mondiale Chiese riformate, nostra collaborazione è “vero antidoto” a “desertificazione spirituale”

La collaborazione tra cattolici e riformati è il “vero antidoto” alla “desertificazione spirituale” e “al senso di smarrimento e all’indifferenza che sembrano circondarci”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo oggi in udienza una delegazione del direttivo della Comunione mondiale delle Chiese riformate, ha definito l’incontro “un ulteriore passo del cammino che caratterizza il movimento ecumenico”, a dieci anni “da quando una delegazione dell’Alleanza mondiale delle Chiese riformate rese visita al mio predecessore, Papa Benedetto XVI”. Nel frattempo, ha ricordato Francesco, “la storica unificazione tra il Consiglio ecumenico riformato e l’Alleanza mondiale delle Chiese riformate, avvenuta nel 2010, ha offerto un esempio tangibile di avanzamento verso il traguardo dell’unità dei cristiani ed è stata di incoraggiamento per molti nel cammino ecumenico”. “Oggi dobbiamo anzitutto essere grati a Dio per la nostra fraternità ritrovata”, le parole di Francesco, secondo il quale “in questa comunione spirituale, cattolici e riformati possono promuovere una crescita comune per servire meglio il Signore”. “La nostra fede in Gesù – ha spiegato infatti il Papa – ci spinge a vivere la carità mediante gesti concreti, capaci di incidere sul nostro stile di vita, sulle relazioni e sulla realtà che ci circonda. In base all’accordo sulla dottrina della giustificazione, esistono molti campi in cui riformati e cattolici possono collaborare per testimoniare insieme l’amore misericordioso di Dio, vero antidoto di fronte al senso di smarrimento e all’indifferenza che sembrano circondarci” e alla “desertificazione spirituale” che “oggi sperimentiamo”.

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