Omicidio-suicidio Taranto: padre Nisi ai funerali Alfarano, “la famiglia un dono di Dio, il demonio si è messo in mezzo”

“Luigi è stato già rialzato da quella bara ed è al cospetto di Dio. Nessuno si deve permettere di giudicare e dividere i buoni dai cattivi. Siamo qui perché crediamo di poterlo riabbracciare un giorno, perché crediamo nella vita eterna”. Parole forti, a tratti di difficile comprensione, quelle di padre Antonio Nisi parroco della chiesa “San Pasquale Baylon”, a Taranto, dove si sono celebrate le esequie di Luigi Alfarano, il cinquantenne che martedì sera ha ucciso la moglie trentenne Federica De Luca e il figlio di quattro anni e poi si è tolto la vita. La coppia si stava separando. La chiesa era gremita, perché l’omicida in città era molto conosciuto, lavorando come impiegato nella sezione tarantina dell’Ant , di cui la madre è storica presidente. “In questo momento stiamo celebrando il ricordo di tre care persone – ha proseguito padre Nisi -: la famiglia è un dono di Dio e anche quella di Luigi lo era. Il demonio si è messo in mezzo perché lui è nemico dell’amore familiare. Sono certo che come Lazzaro il Signore abbia rialzato Luigi e che oggi lui sia in cielo con una mano alla sua sposa e un’altra a suo figlio”. Intanto la madre, Maria Letizia Zavatta Prete, a fine celebrazione ha espresso il desiderio di trasformare la casa al mare in cui è avvenuto il delitto in un centro Ant che accolga famiglie e bambini malati di cancro che necessitano di ospitalità.

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