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Germania: mons. Neymeyr (diocesi di Erfurt), “non ci saranno vendite di chiese”. Ma le parrocchie passano da 63 a 46

Il numero di comunità parrocchiali nella diocesi di Erfurt, nell’ex Germania orientale, scenderà al 1° gennaio 2017 da 63 a 46. Questo dato è stato annunciato ieri in una conferenza stampa nel vescovado della città capitale della Turingia. Il dato rientra nella progressiva riorganizzazione amministrativa, ecclesiale e pastorale della diocesi iniziata nel 2012, anche a fronte del continuo calo di sacerdoti, soprattutto per l’innalzarsi dell’età, per la pensione, la morte e, soprattutto la non sostituzione per mancanza di ordinazioni. Su 85 sacerdoti si prevede che solo  44 saranno attivi nel 2020. Il Vescovo di Erfurt, mons. Ulrich Neymeyr, ha detto che nonostante i problemi “non ci saranno vendite o chiusure di chiese” spingendo invece con “speranza a un aumento dell’autonomia e al loro potenziamento pastorale anche se nessun sacerdote dovesse viverci”. Perché i sacerdoti non “faranno tutto da soli”. Per il vescovo “tutti i battezzati e confermati hanno la responsabilità per la Chiesa e in particolare per la Chiesa locale”. Anne Rademacher, direttrice dell’ufficio pastorale della diocesi, ha detto che la riforma è collegata al decentramento.  Le comunità territoriali potranno chiedere assistenza all’ufficio pastorale, ma anche se la volontà sarà di andare incontro a tutti, “un prete non sarà disponibile sempre”: “Abbiamo qui nella diocesi oltre 50 anni di tradizione del culto della Parola con la santa Comunione tenuti da laici”, ha detto il vescovo Neymeyr.

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