Chiesa cattolica e Chiese riformate: Ferguson (Cmcr), dall’incontro con il Papa “gioia” e “urgenza”

“Dimostrare che quello che ci ha diviso non ha più il potere di dividerci”. Con queste parole il segretario generale della Comunione mondiale della Chiese riformate (Cmcr), il pastore Chris Ferguson, ha sintetizzato la consegna scaturita dall’incontro con Papa Francesco, che ha ricevuto una delegazione della Cmcr in udienza in Vaticano. Un incontro – ha proseguito Ferguson durante la conferenza stampa della delegazione, guidata dal presidente Jerry Pillay, svoltasi oggi alla Radio vaticana – che si è tenuto all’insegna di due parole: “gioia” per la “fraternità ritrovata” e “urgenza di accogliere le sfide poste dalla società attuale in particolar modo sul fronte della giustizia, dal punto di vista “ecologico, economico, sociale, culturale e militare”. Di qui la necessità di chiedersi “come testimoniare la realtà della nostra fede in un momento in cui la storia del mondo non potrebbe essere peggiore”, ha detto Ferguson citando in particolare la situazione dell’Africa e “il sistema strutturale di ingiustizia che sta distruggendo il pianeta”, come denuncia Papa Francesco nella Laudato si’. Due, per Ferguson, i fronti più urgenti su cui Chiesa cattolica e Chiese riformate possono “lavorare insieme”, come ha esortato a fare Francesco nel suo discorso: “Il dialogo tra la giustizia e la giustificazione e la Dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione”. Tra gli ambiti reciproci di impegno, Ferguson ha menzionato inoltre “la collaborazione della donna e dell’uomo all’interno della Chiesa” e l’azione comune a favore dei migranti e dei rifugiati. Il Consiglio mondiale delle Chiese riformate conta più di 225 Chiese riformate, presbiteriane, congregazionaliste unite in rappresentanza di 80 milioni di credenti in tutto il mondo.

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