Retinopera: Becchetti (economista), indagine sulla responsabilità sociale d’impresa. “Qualcosa sta cambiando”

“In un sistema economico nel quale due grandi forze inerziali vanno in direzione del benessere del consumatore e della creazione di valore per l’azionista, la tutela dell’ambiente e i diritti del lavoro rischiano di restare fuori dai radar”. L’economista Leonardo Becchetti ha presentato al seminario di Retinopera, svoltosi oggi a Roma, i risultati di un’indagine (realizzata assieme a Lorenzo Semplici e a Michele Tridente) intitolata “I valori della responsabilità d’impresa: la risposta dei cittadini e la classifica delle imprese”. Becchetti ha spiegato: “Il mondo in cui viviamo sta però rapidamente cambiando” e la globalizzazione spingerebbe verso alcuni valori di fondo tra cui la “creazione di valore economico socialmente ed ambientalmente sostenibile”. Temi cari, questi, alla Dottrina sociale della Chiesa e recentemente ribaditi con forza nella “Laudato si’” di Papa Francesco. L’indagine, realizzata mediante un campione di soggetti in prevalenze attivi nell’associazionismo cattolico, evidenzia alcuni elementi che segnerebbero un punto di svolta.
“Le forze positive che premono in questa direzione sono: la pressione dal basso dei cittadini che votano col portafoglio attraverso i consumi e risparmi etici; le istituzioni che fissano regole progressivamente più stringenti per tutelare la dignità del lavoro dei propri cittadini, la loro salute e l’ambiente in cui vivono; l’ambizione più alta di molti imprenditori che si pongono in misura sempre maggiore l’obiettivo dell’impatto socioambientale e della generatività e non solo quello del profitto”. Tra le conseguenze e le piste di lavoro indicate dall’economista, figurano quelle relative alla necessità di un sistema fiscale più equo, “che premi i comportamenti virtuosi e faccia pagare di più agli altri”. Ad esempio, “sull’azzardo 5 regioni italiane fanno pagare un’irap maggiore ai bar con slot rispetto a quelli senza. È un gioco a saldo zero per i Comuni, perché incentiva alcuni e punisce altri, quindi non assegna costi aggiuntivi” alle casse pubbliche.

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