Diocesi: mons. Cavina (Carpi), “non dimenticare la solidarietà fiorita tra le macerie”

“Non vogliamo che il tempo e la ricostruzione facciano dimenticare le persone che sono strappate immaturamente all’amore dei loro familiari. Esse meritano di venire ricordate perché a fondamento della rinascita di queste terre ci sono anche il loro coraggio, la loro dignità e loro doti di mente e di cuore”. È quanto ha affermato ieri il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, in occasione dell’inaugurazione della stele in memoria delle vittime del terremoto del 2012 presso l’area verde adiacente la chiesa parrocchiale di San Giacomo Roncole di Mirandola. È stato proprio mons. Cavina a volerne la realizzazione come “omaggio che intende conservare – quando le ferite esterne della distruzione non ci saranno più – la memoria di quei giorni di tragedia, di sofferenza e di lacrime”. Ma anche – ha proseguito il vescovo di Carpi – come “testimonianza a non dimenticare la solidarietà fiorita tra le macerie e donata da tanti fratelli e sorelle e quindi diventa un richiamo a non stancarci di metterci alla scuola della condivisione e della carità”. “È proprio l’amore che ha fatto rinascere la voglia di ripartire, di ricostruire, di tornare a progettare e a sognare”, ha sottolineato mons. Cavina, per il quale “il monumento vuole essere un richiamo a noi e alle future generazioni che è a questa sorgente che si deve attingere se si vogliono raggiungere traguardi veri di libertà, giustizia e pace a cui appassionatamente l’uomo, ogni uomo, aspira”. Alla cerimonia erano presenti Vasco Errani, già presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario straordinario per la ricostruzione, Giancarlo Muzzarelli, presidente della provincia di Modena, i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Mirandola, Carpi e dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, i Vigili del Fuoco, i membri delle realtà associative che si sono adoperate durante l’emergenza oltre ai delegati delle diocesi colpite dal sisma del 2012: Bologna, Modena-Nonantola, Ferrara-Comacchio, Reggio Emilia-Guastalla e Mantova.

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