Minori scomparsi: don Di Noto (Meter), “non sono un numero”. “Accoglienza o abbandono?”

“Se i numeri descrivono la sostanza e non solo la logica, i drammi dell’umanità – dietro ogni numero c’è una persona, con la sua storia e le sue tragedie – allora c’è da chiedersi del perché non si risolva il problema degli 8.000.000 di bambini scomparsi, dei 10.000.000 di bambini nella morsa della pedopornografia, dei 250.000.000 di bambini vittime dello sfruttamento del lavoro, dei 175.000.000 di vittime di sfruttamento sessuale e potremmo continuare all’infinito”. A porre l’interrogativo è don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter onlus convinto che “la rappresentazione dei numeri fa emergere il fallimento della politica, della mancata salvaguardia dei diritti dei bambini”. Il sacerdote dice “no” ad “analisi sterili”. Il problema “è: come possiamo dire che ci sono: ‘un esercito di giovani migranti fantasma’, se nel 2015 su 18.000 minori non accompagnati arrivati in Italia, 6.000 (1/3 di essi) si sono perse le tracce. Ma se sono stati contati si presuppone sono stati identificati e se sono stati identificati, si sono attuate tutte le procedure di tutela e sicurezza, sono minori! E se sono ‘scomparsi’ significa che la tutela di accoglienza è stata la tutela dell’abbandono”. “Se un padre e una madre abbandonano i loro figli”, sostiene don Di Noto, “si procede a far cadere la ‘patria potestà’, e se le comunità sono colpevoli di questa falla ‘anche istituzionale’ sarebbe bene verificare la loro credibilità ed efficienza nei servizi. Oltre alle cospicue e laute somme di finanziamenti”.

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