Giovani: Bignardi, “per loro Dio non è estraneo al proprio mondo interiore”

“Rispetto al 2013, nel 2014 è calato il numero dei giovani italiani che dicono di credere nella religione cattolica, passando dal 55,9% al 52,2%. Contestualmente è cresciuto – in modo lieve ma non meno significativo – il numero di chi dice di non credere a nessuna religione o filosofia trascendente, passando dal 15,2% al 17,7%”. Sono alcuni dei dati forniti questa mattina da Paola Bignardi, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica, presentando “Dio a modo mio – Giovani e fede in Italia” durante l’incontro dei responsabili degli uffici diocesani e regionali per le comunicazioni sociali riuniti a Roma. Si tratta di un approfondimento sulla relazione dei giovani con la fede legato al lavoro svolto per il “Rapporto Giovani 2016”. Da 150 interviste fatte a giovani battezzati di tutta Italia appartenenti alla fasce 19-21 anni e 27-29 anni, emerge che, secondo Bignardi, “in genere Dio non è estraneo al loro mondo interiore. È un Dio molto privato, che sentono comunque vicino, con cui dialogano o che pregano quando sentono il bisogno”. “È un Dio anonimo, impersonale, che non prende il volto di Gesù”, ha proseguito. Per questo, “i ‘millennials’ pregano a modo loro ma non vanno a Messa. Non capiscono il perché delle pratiche anche se quasi tutti hanno terminato il percorso dell’iniziazione cristiana”. “Di quella esperienza hanno un ricordo negativo, perché l’hanno ritenuta simile alla scuola, o sono stati costretti ad imparare cose che non capivano”, ha sottolineato Bignardi, per la quale “ciononostante a questo patrimonio però attingono, pescando quello che serve in una modalità molto individualistica”.

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