Diocesi: Alife-Caiazzo, per san Marcellino in mostra documenti dell’archivio capitolare di S. Maria Maggiore in Piedimonte Matese

In occasione della festa del patrono san Marcellino prete e martire, in programma per il 31 maggio e il 1° giugno prossimi a Piedimonte Matese, la mostra “Custodi della memoria: percorsi reali e virtuali nei libri e nei documenti antichi” offrirà la possibilità di conoscere più da vicino il prezioso patrimonio documentario venuto alla luce dall’archivio capitolare della basilica di Santa Maria Maggiore in Piedimonte Matese. Ne dà notizia “Clarus”, testata della diocesi di Alife-Caiazzo. Si tratta di “decine di pergamene e bolle papali, cronache di vita piedimontese e diocesana, lettere pastorali, carteggi di vescovi e cardinali con il capitolo della collegiata” che “ci riportano indietro anche di 1000 anni” e confermerebbero come “fino alla ricostruzione della cattedrale ad Alife e il ripopolamento dell’antica città romana, per centinaia di anni il punto di riferimento della diocesi è stata proprio l’antica Santa Maria Maggiore”. Il lavoro di mappatura dell’archivio si inserisce nella ricognizione nel grande patrimonio archivistico delle parrocchie diocesane avviato in occasione della visita pastorale compiuta dal vescovo, monsignor Valentino Di Cerbo, negli ultimi due anni e mezzo.

“Ci vorranno settimane prima di completare la mappatura e valutare l’effettiva consistenza del fondo che, dopo il lungo periodo di ‘gelosa’ custodia da parte del compianto mons. Piazza, ha visto dapprima l’azione di salvaguardia di mons. Caso e poi i primi studi sui documenti con don Cesare Tescione che ha recuperato molta della documentazione relativa al culto di san Marcellino”. “La disponibilità del parroco don Andrea De Vico ha ulteriormente permesso di approfondire lo studio in corso”. Nella ricognizione a livello diocesano non sono mancate altre sorprese come quelle di Castel Campagnano, Marcianofreddo, Sant’Angelo d’Alife e San Gregorio Matese. In alcuni casi il lavoro è tuttora in corso proseguirà oltre l’imminente chiusura della visita pastorale.

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