Cardinale Capovilla: mons. Tonucci (Loreto), “abbiamo avuto l’impressione che potesse essere immortale”

“Visto che la morte è giunta oltre i 100 anni, abbiamo avuto l’impressione che potesse essere immortale”. Monsignor Giovanni Tonucci, arcivescovo prelato di Loreto, commenta così la morte del cardinale Loris Francesco Capovilla, suo predecessore nella stessa sede dal 1971 al 1988. “Ho avuto la notizia questa mattina – racconta al Sir – anche se sapevo che da qualche giorno era malato per alcuni fastidi al cuore: la grande età poteva lasciare pensare a qualcosa di grave”. Nei suoi  diciassette anni di permanenza a Loreto, l’allora monsignor Capovilla ha lasciato “un grande ricordo”, assicura Tonucci: “In quei lunghi anni, molti sono stati battezzati e cresimati da lui e portano il suo nome”. “La sua parola – prosegue l’arcivescovo – era sempre ben pronunciata, ben preparata: le sue omelie hanno lasciato un grande segno. Parlava estremamente bene”. “Sono entrato in contatto con lui solo dopo che si è ritirato a Sotto il Monte, e andando a trovarlo, in più occasioni, abbiamo parlato a lungo”, racconta Tonucci: “L’ultimo incontro è stato particolarmente commovente: siamo andati sull’onda dei ricordi alla misericordia dimostrata da Papa Giovanni durante i suoi anni come Patriarca di Venezia e come Papa. Il cardinale Capovilla mi raccontava episodi che non avevo mai ascoltato prima, rivelatori e commoventi: non nascondo di essere scoppiato in lacrime. Rivedevo il buon Papa che attraverso la sua misericordia riusciva a convertire molte persone, con quel senso di grandezza spirituale che ancora ci stupisce”. Nel raccontare quegli aneddoti, prosegue Tonucci, Capovilla “mostrava una vivacità e una freschezza straordinarie, usando immagini sempre brillanti e senza mai ripetersi. Non si ripeteva mai, rinnovava sempre il racconto, tanto che si aveva la sensazione di ascoltarlo per la prima volta”. “Era una persona profondamente colta, profondamente spirituale”, il ricordo di Tonucci: “È rimasto fino in fondo se stesso, sempre cosciente, assolutamente capace di ragionare, di intendere e di volere. Ha mantenuto fino in fondo la sua utilità: non ha subito le umiliazioni della vecchiaia, è giunto alla morte perfettamente intatto nella sua testa e nella sua memoria. È stato un grande dono della Provvidenza”.

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