Cardinale Capovilla: l’ultima intervista al Sir, “ho obbedito tutta la vita” alla Chiesa

“È un momento bello per la storia della Chiesa e dell’umanità. La mia mente è piena di pensieri di pace, di serenità e di speranza nei fratelli e sorelle di tutto il mondo. Qualunque sia il giudizio degli uomini, la società civile ha camminato e la Chiesa anche. La Chiesa che mi ha battezzato cento anni or sono è la stessa di oggi ma con una grande differenza: ha aperto gli occhi e ha dilatato gli spazi del cuore. Abbiamo prodigi di carità, di amore, di tolleranza e di fraternità universale”. Così il cardinale Loris Francesco Capovilla, che si è spento oggi a Bergamo, rilegge nell’ultima intervista al Sir la storia della Chiesa nei cento anni della sua vita: “Non siamo allo sbando ma, come ha detto Papa Giovanni XXIII in apertura del Concilio Vaticano II, ‘Tantum aurora est’. Quella che stiamo vivendo è l’aurora della Chiesa. Il giorno verrà, piano piano…”. “Non ci sono buoni o cattivi per me, ci sono fratelli. Se sono buoni – affermava -, sono tanto contento. Se hanno dei difetti e li dobbiamo rilevare, allora dobbiamo farlo senza astio o paura. Come stringo la mano di un bambino, così stringo la mano di ogni uomo. Ogni uomo è mio fratello, ogni donna è mia sorella”.

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