Unioni civili: Centro studi Livatino, legge liberticida perché senza obiezione di coscienza

 “Le preoccupazioni espresse in questi giorni da sindaci o candidati sindaci sono fondate: oltre a minare le basi del diritto di famiglia e dell’ordinamento minorile, la legge Cirinnà è in sé liberticida. Manca in essa qualsiasi norma sull’obiezione di coscienza”. A sottolinearlo è Mauro Ronco, presidente del Centro studi Livatino. “Che cosa accade al funzionario dell’anagrafe che, aderendo in coscienza al dato di natura richiamato dall’articolo 29 Cost., chiede di essere sollevato dal rito di costituzione ovvero dalla trascrizione delle nozze contratte all’estero?”, l’interrogativo posto dal giurista. Il dipendente comunale “sa che da quella dichiarazione formalizzata davanti a lui deriva un regime giuridico sostanzialmente matrimoniale: può astenersi dal riceverla, proprio perché essa ha carattere ‘costitutivo’, e alla sua formazione egli dà un contributo determinante?”. “Nel nostro ordinamento il diritto di obiezione è previsto  per esempio, nella legge sull’aborto. La mancata previsione di questa possibilità nella legge sulle unioni civili provocherà problemi seri”. “Si  avvierà un procedimento penale per rifiuto di atti di ufficio? Si perderà il posto di lavoro? Saranno ammesse azioni risarcitorie contro privati per il rifiuto di assumere obblighi di diritto civile implicanti il riconoscimento di unioni same sex?”, si chiede Ronco. E ancora: “che fine farà il docente che spiega agli alunni che il matrimonio è quello fra un uomo e una donna?”. Su questi temi il Centro studi Livatino sta organizzando per il prossimo 21 ottobre un convegno internazionale.

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