Scuola: suor Alfieri (Fidae Lombardia), “pubblico non è univocamente identificabile con statale”

Nel sistema scolastico nazionale “pubblico non è univocamente identificabile con statale” visto che “il legislatore equipara a tutti gli effetti, con identità di funzione pubblica, la scuola statale a quella paritaria”, precisando che “le scuole paritarie svolgono ‘un servizio pubblico’ al pari di quelle statali”. È quanto ribadisce suor Anna Monia Alfieri, presidente della Federazione istituti di attività educative (Fidae) della Lombardia, in merito alla sentenza – di cui hanno parlato alcuni organi di stampa – con cui il Tribunale di Milano ha risolto il contenzioso fra genitori separati in disaccordo sul tipo di scuola da far frequentare ai figli minorenni. Il giudice ha decretato che “nell’ipotesi di conflitto tra i genitori, preferenza e prevalenza va data alle istituzione scolastiche pubbliche” mentre “le altre istituzioni scolastiche (paritarie, private in generale), possono incontrare il favore del giudice, nella risoluzione del conflitto, solo là dove” sia accertato “un concreto interesse effettivo dei figli a frequentare una scuola diversa da quella pubblica”. Inoltre “la scelta del giudicante nel senso della scuola pubblica è una scelta ‘neutra’ che non rischia di orientare il minore verso determinate scelte educative o di orientamento culturale in generale”.

Per suor Alfieri, “se il giudicante intende per istituzioni scolastiche pubbliche sia le scuole paritarie sia le scuole statali, egli è nel giusto”. Ma “emerge il misunderstanding del giudicante laddove contrappone ‘paritarie private’ con ‘pubbliche’: il legislatore – continua – ha previsto un sistema integrato della formazione scolastica pubblica tra soggetti statali, privati paritari ed enti locali che svolgono un servizio pubblico”. Una seconda considerazione di suor Alfieri riguarda il termine “neutra”. “Il caso esaminato dal giudicante riguardava la ‘scuola internazionale’, scuola laica, privata non paritaria e quindi non pubblica”, afferma la presidente di Fidae Lombardia, che si chiede: “Quali sono i parametri che assicurano una neutralità della scuola statale? Gli insegnanti sono tutti ‘neutri’?”. “I genitori – prosegue – sono chiamati, per diritto, a ‘scegliere’ sulla base di propri valori che in qualche modo devono riconoscere nella scuola a cui iscriveranno i figli, fosse pure il ‘valore di non avere un valore’”. Per suor Alfieri, “una scuola, con i suoi docenti, è sempre portatrice di propri valori, di culture proprie e diverse, di idee e orientamenti personali, spesso ben noti agli studenti”.

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