Giovani: Rapporto 2016 dell’Istituto Toniolo. Aspettative e delusioni delle nuove generazioni italiane

“Fare, felicità e futuro” sono le tre F “da rimettere insieme e sulle quali puntano i giovani italiani, almeno nei prossimi anni”. Un “obiettivo importante” che “deve fare i conti, però, con il fatto che siamo uno dei Paesi che meno sono riusciti, finora, a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei giovani per la crescita” nazionale. È il quadro che emerge dal Rapporto Giovani 2016 secondo i promotori, l’Istituto Toniolo di Milano con il sostegno di Intesa Sanpaolo e di Fondazione Cariplo. L’indagine viene presentata oggi a Milano all’Università Cattolica. In un testo di presentazione si legge: “Tutte le tappe di transizione allo stato adulto – dall’autonomia dai genitori fino alla formazione di una propria famiglia e alla nascita del primo figlio – sono più dilatate nel tempo per i giovani italiani rispetto ai coetanei europei. L’età mediana di uscita dalla famiglia di origine è attorno ai 30 anni nel nostro Paese, mentre è inferiore ai 25 nei Paesi scandinavi, in Francia, Germania e Regno Unito”. In Italia “meno del 12 percento dei giovani vive in una unione di coppia tra i 16 e i 29 anni, un valore che è la metà rispetto alla media europea (elaborazioni su dati Eurostat). Di conseguenza siamo diventati, assieme alla Spagna, il Paese con più bassa fecondità realizzata prima dei 30 anni”.

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