Europa-Mediterraneo: due giorni a Tirana sul “dialogo sociale” promossi da Mcl, Efal, Eza

“Unire l’Europa in un momento in cui tutto sembrerebbe congiurare per dividerla”: è l’obiettivo dichiarato dal Movimento cristiano lavoratori, impegnato “per costruire, avvicinare, creare solidi legami di amicizia basati sul dialogo e sulla fiducia”. Lavoro che Mcl sta portando avanti soprattutto nell’area balcanica: da Sarajevo, a Belgrado, a Podgorica, a Spalato e, ora, anche a Tirana dove, dal 15 al 17 aprile, si terrà un seminario internazionale di studi intitolato “I Paesi dell’Europa mediterranea e il dialogo sociale: le sfide del lavoro, dell’immigrazione e della coesione sociale per cambiare il modello di società”. La due-giorni è organizzata da Mcl e da Efal ed Eza, e promossa con il contributo Ue, cui prenderanno parte delegazioni del mondo politico, sindacale e del lavoro, provenienti oltre che dall’Italia, anche da Austria, Slovenia, Montenegro, Spagna, Olanda, Portogallo, Bosnia Erzegovina, Croazia, Cipro, Malta, Marocco, Serbia, Albania e, per la prima volta, Kosovo.

Ai lavori, che si apriranno venerdì 15 con l’intervento del presidente Mcl, Carlo Costalli, parteciperanno, fra gli altri, il presidente di Eza, Bartho Pronk, il presidente del sindacato albanese Sauatt, Bibli Kasmi, il ministro del Welfare albanese Blendi Klosi. Sabato 16 i lavori riprenderanno con l’intervento di Piergiorgio Sciacqua, copresidente Eza. Al dibattito parteciperanno anche Fritz Neugebauer (Austria), Branislav Canak (Serbia), Joseph Vella (Malta), Franjo Topic (Bosnia Erzegovina). Infine alla tavola rotonda conclusiva, sabato pomeriggio, interverranno Anton Kokalj (Slovenia), Diomides Diomidous (Cipro) e Rafael Rodriguez – Ponga (Spagna).

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